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Superficie: 799 Kmq
Abitanti: 138.000 circa
Comuni n. 3: Andria - Canosa di Puglia - Minervino
Murge
Frazioni 2: Montegrosso frazione di Andria - Loconia
frazione di Canosa di Puglia
Parrocchie: n. 37 + n. 6 in via di formazione
Quasi Parrocchie: n. 1
Centri Pastorali: n. 3
Presbiteri diocesani: n. 75
Diaconi Permanenti: n. 10
Comunità Religiose Maschili: n. 007
Sacerdoti religiosi: n. 22
Comunità Religiose Femminile: n. 18
Religiose: n. 98
Ministri Straordinari della Comunione: n. 200
Catechisti: n. 750 circa
DIOCESI DI ANDRIA
Piazza Vittorio Emanuele II, 23 - 70031 ANDRIA BA
Tel. e Fax. 0883.592596; 0883.593032
E-mail: diocesi@diocesiandria.it
- UFFICI DELLA CURIA VESCOVILE -
- Piazza Vittorio Emanuele II, 23 - 70031
ANDRIA BA
Tel. e Fax. 0883.592596; 0883.593032
hanno sede gli uffici: Vicario Generale - Cancelleria Vescovile
Ufficio Matrimoni - Ufficio Amministrativo - Ufficio Legati
Cassa Diocesana - Ufficio Tecnico - Ufficio per l’Arte Sacra
e i Beni Culturali.
- Via Bòttego, 36 - 70031 ANDRIA
BA
Tel. 0883.547411
hanno sede gli uffici: Caritas - Pastorale Sociale e del Lavoro,
Giustizia e Pace, Salvaguardia del Creato - Liturgico - Comunicazioni
Sociali - Attività Missionaria - Promozione Sostegno Economico
alla Chiesa - Educazione, Scuola e Università - Ecumenismo
e Dialogo Religioso -Pastorale Sanitaria.
- Via Imperatore Adriano, 2 - 70031 ANDRIA
BA
Tel. 0883.547411
hanno sede gli uffici: Catechistico - Pastorale Familiare
Centro diocesano per le Vocazioni - Pastorale Giovanile
Sport, Turismo Tempo Libero, Pellegrinaggi.
- Via Quarti, 11 - 70031 ANDRIA BA
Tel. e Fax 0883.592369
ha sede l’Ufficio Migrante
migrates@

Il territorio della Diocesi è suddiviso in 5 Zone Pastorali
1ª Zona
- Parrocchia S. Giuseppe Artigiano
- Parrocchia S. Andrea Apostolo
- Parrocchia Madonna di Pompei
- Parrocchia S. Paolo Apostolo
- Parrocchia SS. Sacramento
- Parrocchia Gesù Crocifisso
- Parrocchia SS. Trinità
Coordinatore: Don Domenico Massaro
2ª Zona
- Parrocchia Basilica S. Maria dei Miracoli, Santuario
- Parrocchia S. Maria Addolorata alle Croci
- Parrocchia S. Maria Assunta in S. Francesco
- Parrocchia Maria SS. dell’Altomare, Santuario
- Parrocchia S. Maria Assunta e S. Isidoro
- Parrocchia SS. Annunziata
- Parrocchia Santa Maria Vetere
- Parrocchia S. Nicola di Mira
- Parrocchia S. Riccardo
- Parrocchia Madonna della Grazia
- Rettoria SS. Salvatore, Santuario
Coordinatore: Don Antonio Basile
3ª Zona
- Parrocchia S. Michele Arcangelo e S. Giuseppe
- Parrocchia Cuore Immacolato di Maria
- Parrocchia Beata Vergine Maria
- Parrocchia S. Luigi a Castel del Monte
- Parrocchia SS. Stimmate
- Parrocchia S. Cuore di Gesù
- Parrocchia S. Agostino
Coordinatore: Don Vito Ieva
Zona Pastorale di Canosa di Puglia
- Parrocchia Concattedrale Basilica S. Sabino
- Parrocchia Gesù Giuseppe Maria
- Parrocchia S. Francesco e Biagio
- Parrocchia Maria SS. del Rosario
- Parrocchia S. Giovanni Battista
- Parrocchia S. Antonio di Padova
- Parrocchia Gesù Liberatore
- Parrocchia S. Teresa
- Rettoria Maria SS. del Carmine
- Chiesa S. Maria Assunta
Coordinatore: Mons. Felice Bacco
Zona Pastorale di Minervino Murge
- Parrocchia Santa Maria Assunta
- Parrocchia Beata Vergine Immacolata
- Parrocchia Maria SS. Incoronata
- Parrocchia S. Michele Arcangelo
- Parrocchia Madonna del Sabato, Santuario
Coordinatore: Don Vincenzo Turturro
Pur nella totale assenza di documenti cui far riferimento,
appare sufficiente la conoscenza dell’organizzazione ecclesiastica
nella Puglia longobardo-bizantina, perché si possa desumere
che Andria, finché non fu elevata al rango di città
e, perciò, in quanto “villa” e “chorion”
fu il centro di un “distretto arcipretale” ed ebbe una
“Chiesa arcipretale” che fungeva da “Ecclesia
baptismalis”, con oneri come l’amministrazione dei sacramenti
e benefìci come il diritto di decima.
Nel 1063 Alessandro II confermava l’arcivescovado
di Trani, con le sue parrocchie, sede dell’Arcivescovo barese.
Tra queste parrocchie figuravano Minervino, Montemilone, Andria
e Canosa, eccetto la chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, in seguito
chiesa di S. Sabino. Urbano II, poi, nel 1089 rese la Chiesa tranese
direttamente dipendente da Roma. Dal “Liber censuum Romanae
Ecclesiae” risulta che, tra le parrocchie sopra nominate,
solo Andria e Bisceglie furono promosse e ordinate a vescovadi suffraganei
(cfr. F. Porsia e R. Licinie, Città e diocesi di Puglia nell’XI
secolo, in “Puglia XI secolo”. Bari 1975, pag. 305-306).
Tra le varie ipotesi avanzate dagli storici per stabilire
il periodo in cui fu costituita la diocesi di Andria, le più
storicamente probabili appaiono le seguenti:
- Al tempo del re Ruggiero, dopo che questi ebbe
vinto ed imprigionato il ribelle conte Goffredo, riducendone la
contea a feudo-regio, Ruggiero avrebbe istituito la diocesi di
Andria, col beneplacito di Papa Clemente II (1046-1047), eleggendovi
a reggerla un ecclesiastico a lui fedele: Leone.
- Probabile appare anche una supposizione affacciata
dal Pa-pebroch in forma dubitativa, accettata acriticamente da
alcuni storici locali, secondo la quale «la dignità
episcopale fu donata ad Andria dal Papa Gelasio II (1118-1119)»
quando risiedeva in Terracina.
- Più convincente appare, invece, supporre
che Andria ottenne la sede vescovile ai tempi dell’Arcivescovo
di Trani, Ubaldo, durante il pontificato di Innocenze II (1130-1143).
La tradizione, tuttavia, ancor viva ai tempi di Francesco
II Del Balzo, vuole che il primo Vescovo di Andria sia stato “Richardus
anglicus”, consacrato dal Papa Adriano IV (1154-1159).
Tale dato potrebbe conciliarsi con le supposizioni sopraelencate.
Non è infatti da escludere che quando Leone, Vescovo di Andria
per investitura regia, consacrato dall’Arcivescovo di Trani
Ubaldo, ma non “confermato” dalla Sede Apostolica, morì,
la sede vescovile rimase vacante. Di conseguenza, il primo Vescovo
di Andria riconosciuto ufficialmente dalla Santa Sede sarebbe stato
l’inglese Riccardo, ordinato Vescovo ed assegnato a reggere
la sede vacante di Andria da Papa Adriano IV, suo connazionale (Nicolò
Breakspear), il quale resse la Chiesa di Roma dal 1154 al 1159.
Riccardo sarebbe stato «probabilmente... istruito e preparato
al sacerdozio in qualcuna delle abbazie benedettine sparse in quasi
tutta l’Europa occidentale e particolarmente in Francia ed
in Italia» (Biblioteca Sanctorum, XI, col. 162 alla voce “Riccardo”).
Del resto Andria, durante il pontificato di Adriano
IV, era sicuramente diocesi: lo comprova -sia pure indirettamente-
una Bolla di Adriano IV all’Arcivescovo di Trani Bertrando,
del 19 aprile 1158. In questa Bolla vengono stabiliti i confini
della diocesi di Trani, dalla quale sono escluse non solo Bisceglie,
ma anche Andria.
II Vescovo inglese (l’unico di nome Riccardo)
intervenne nel 1179 al Concilio Lateranense III, celebrato da Papa
Alessandro III. Egli è ancora in vita nel 1196, quando trasferì
le reliquie dei Santi Erasmo e Ponziano nella chiesa di S. Bartolomeo
(testimonianza dell’Ughelli, che trascrisse un documento,
poi perduto, che si trovava nell’archivio di Andria).
Ma Riccardo è anche il Vescovo di Andria senza
nome, destinatario di un’epistola di Alessandro III (1159-1181).
È una serie di casi di giustizia amministrativa o penale
o fiscale che il Vescovo riteneva suo dovere sottoporre al parere
o alla sanzione della Curia Romana.
Queste sono le poche notizie, storicamente documentate,
dell’episcopato del Vescovo Riccardo.
Egli resse la diocesi di Andria almeno per un quarantennio
e, durante la sua lunga permanenza sulla cattedra episcopale, operò
instancabilmente per risanare i costumi di un clero che si era,
sotto tanti aspetti, sclerotizzato, oltre che moralmente traviato,
per la diffusa e radicata pratica della simonia e del nicolaismo:
mali, questi, ripetutamente e duramente condannati nei Concili Lateranensi
del 1139 e del 1179.
Ma la sua attività apostolica rifulse particolarmente
nel “ricristianizzare” il popolo andriese alla luce
delle virtù evangeliche, che egli faceva rivivere in sé
mentre le esaltava nella sua predicazione.
Presto il clero ed il popolo lo proclamarono santo e
dopo la sua morte non avrebbero tardato a canonizzarlo, se nel Concilio
Lateranense del 1215 la Santa Sede non avesse avocato a sé
le canonizzazioni, nonché il permesso di venerare le reliquie
dei santi.
A distanza di ben più di due secoli, la fama
della santità del Vescovo Riccardo e la venerazione dei suoi
resti mortali erano ancora così vive nel clero e nel popolo
di Andria, che il “pio” duca Francesco II Del Balzo
ed il Vescovo Dondei poterono ottenere che la Santa Sede, sotto
il pontificato di Eugenio IV, nel 1438 elevasse agli onori degli
altari il primo Vescovo di Andria e lo riconoscesse ufficialmente
come il Patrono della città. Infine, per disposizione di
Urbano VII, fu iscritto nel Martirologio Romano.
Dei Vescovi di Andria del XII secolo, si conoscono solo
Leone e Riccardo.
Con l’erezione del Vescovado di Andria ai tempi
dell’Arcivescovo di Trani Ubaldo (1130-1144), non si conoscono
Chiese che furono assoggettate alla diocesi di Andria, che rimane
diocesi suffraganea prima di Trani (fino al 20 ottobre 1980) e poi
di Bari.
Dal 27 giugno 1818, in forza del Concordato con Ferdinando
I, re delle due Sicilie, la diocesi di Minervino e la prepositura
di Canosa venivano soppresse ed annesse alla diocesi di Andria.
Montemilone dall’8 settembre 1976 è stata aggregata
alla diocesi di Venosa.
Si ricorda che la diocesi di Andria, per esplicita richiesta
del duca Francesco II Del Balzo (nel 1451), fu unita a quella di
Montescaglioso (dal 1452 al 1479).
I nomi dei Vescovi che sedettero sulla cattedra andriese in quel
periodo furono:
- anno 1452: Fra Antonello
- anno 1461: Fra Antonio Giannotti
- anno 1463: Ruggiero d’Atella
- anno 1476: Martino de Soto Major, spagnolo
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